lunedì 31 ottobre 2011


Sequestro Urru, 4 arresti in Algeria
Un mediatore: sono vivi, stanno bene


I fermati avrebbero legami con il commando di Al Qaeda che ha rapito i tre cooperanti europei. «Presto una rivendicazione».

ALGERI
L’esercito algerino ha arrestato ieri quattro persone che si ritiene abbiano legami con il commando che il 23 ottobre ha rapito tre cooperanti europei - tra i quali l’italiana Rossella Urru - dal campo del Fronte Polisario di Tindouf, nel sud dell’Algeria. Secondo quanto riporta il giornale filogovernativo algerino "el-Khabar", gli arresti sono avvenuti nell’ambito di una serie di operazioni di sicurezza condotte dall’esercito in diverse zone dell’Algeria. Ieri i militari hanno fermato in tutto otto persone accusate di avere legami con Al-Qaeda e quattro di queste avrebbero rapporti diretti con il commando che ha eseguito il sequestro.

domenica 30 ottobre 2011


GOVERNO. CICCHITTO: "NOI ABBATTIAMO LA CRESCITA"

Una gaffe curiosa, più significativa di ogni altra verità, come curioso è l'incidente parlamentare di martedì scorso. Chi l'avrebbe mai detto che un esecutivo potesse essere battuto sulla più elementare delle attività di amministrazione dello Stato: il voto di approvazione del rendiconto generale dello Stato. Non proprio una sconfitta, un pareggio, 290 sì contro 290 no. La maggioranza richiesta era di 291 voti. Una sfumatura si direbbe, che tuttavia in democrazia conta come una sconfitta. È la dittatura della maggioranza, da qualunque lato la si voglia vedere.
 
Divenere e di marte non ci si sposa, non si parte e non si dà inizio all'arte.[..]

lunedì 26 settembre 2011

Qualcosa che non va

Dopo un periodo di lunga assenza da queste pagine, son tornata per dar voce a un'inquietudine che, invece, come donna, precaria e ipertesa, non mi abbandona mai. La pausa è stata meditata, ricca di riflessione eppure senza risposta. Non ho concluso niente, quindi c'è qualcosa non va. Non va che una ragazza di 26 anni non riesca a progettare un minimo di futuro, nemmeno un'appuntamento a breve termine perché non sa come, dove e a che ora lavorerà e, soprattutto, se tra un paio di settimane lavorerà.


Non va che non possa pensare a cosa l'aspetta domani, se deve o meno confermare il contratto con l'affittuaria, se può iscriversi a un corso di inglese: non ci sono i soldi, non c'è il tempo..forse nemmeno più la voglia. Questa attesa, questo operoso inconcludente far tutto per non ottenere niente, mette in ansia e lascia sbigottiti di fronte alle domande più semplici. Un destino legato non più a un Governo o a una manovra ma a un intero sistema che sa solo sprecare, che non riconosce se stesso nelle pieghe e nelle piaghe che l'affliggono. Vedere soldi che scorrono, che passano di mano in mano per triplicare, quadruplicare fino a gonfiarsi a dismisura per poi evaporare, evanescenti come la nebbia, davanti a una semplice "no, ci sono i tagli al bilancio".


Una studentessa spagnola, neolaureata a Londra e con un master in corso a Madrid, dichiara candida in un'intervista su Internazionale: "Ho studiato per un mondo che non si esiste". Così si sente Emijl, pedina e non attrice di una commedia grottesca, che si sviluppa nel passato e dondola nel presente senza trovare una fine. L'assenza di sogni che impedisce di crescere, di lottare o anche solo di andare avanti. E allora si rinchiude, misantropa, nei suoi pensieri, nelle sue lunghe attese, lavorando alacremente per un giorno che non vedrà mai.

mercoledì 24 agosto 2011

Se la crisi diventa sociale

Lo ha accennato, neppure troppo velatamente, il Presidente Napolitano, al meeting di Comunione e Liberazione lo scorso weekend, a Rimini. "Nella crisi che traversiamo il linguaggio di verità è un'arma fondamentale." La trasparenza che deriva dal conoscere, dal sapere, dal guardare in faccia una crisi che c'è e che si vede ma che in troppi hanno giudicato con superficialità.

Quella  leggerezza non solo italiana, anzi propria di molte democrazie europee a carattere popolulista come, ad esempio, la Francia di Sarkozy, che basano il consenso sull'efficiacia della comunicazione mediatica. Media e crisi, un legame moderno ma non per questo poco dibattuto. Forse, tuttavia sottovalutato. In un mondo in cui la politica sta lasciando il posto all'economia, in cui l'ideologia non è morta ma ha progressivamente ceduto il passo alla mondializzazione e al mercato, i mass media - prezioso strumento di diffusione e comunicazione - si trasformano in arma a doppio taglio. Diventano veicolo della parabola del potente di turno, del carismatico leader protetto dal sistema liberale e democratico che vela di egualitarismo una macchina studiata per individualizzare e scomporre il valore della collettività e dell'etica.

Questo nuovo modo di fare politica, più vicino e pure così lontano dai bisogni reali, altro non segnala che la necessità di rinnovamento di una forma organizzativa che, dalla seconda guerra mondiale in poi, ci ha garantito stabilità e benessere ma che ora è scemata nei tanti rivoli della finanza. L'aereo, volatile, sconosciuto mostro dei mercati su cui si scambiano punti percentuali e promesse di pagamento. Soldi che non esistono. Soldi che influiscono sulle vite di tutti sebbene non si possa far niente per controllarli. Fin quando a governare saranno agenzie di rating, collegio giudicante finanziato dagli imputati, le banche e i consigli di amministrazione delle grandi società, noi, comuni cittadini di un mondo che non capiamo più, non potremo riappropriarci delle nostre vite.

La politica ha bisogno di ritrovarsi, di reinventarsi e di riaffermare il suo primato perchè le sole forze economiche, lasciate a briglia sciolta, non produco il benessere di tutti ma il malessere della società. Adam Smith parlava della capacità di autoregolarsi di un mercato perfettamente funzionante in cui non c'erano disonesti nè evasori nè corrotti, ma solo un gruppo di uomini che nel pensare al proprio, finiva con il fare l'interesse della collettività. Ma l'universo smithiano non esiste, non esiste in una Italia dove c'è bisogno di uno spot malriuscito per invitare la gente a pagare le tasse. Come se versarle non fosse già un dovere di ognuno di noi.

Cos'è il dovere ormai in pochi lo sanno. Se la gente manifesta nelle periferie cittadine perchè vuole la felpa della Nike o l'I-phone 4, significa che sia il modello sociale e familiare sia la politica (intesa come gestione della cosa pubblica) hanno fallito e miseramente. Hanno creato bolle di sapone divenute insostenibili, vuote nei contenuti e imbellettate di una forma troppo sfarzosa. Ora che la bolla è scoppiata, che non c'è più un limite etico alla bramosia e al desiderio del "di più", ci lamentiamo e protestiamo, sfoghiamo una violenza repressa in anni di chiacchiericcio da bar. 

Un rimedio c'è e si chiama Conoscenza. Di se stessi, degli altri, del mondo e della vita, delle difficoltà, dei sacrifici, dei meriti e dei doveri, delle guerre e dei bei gesti d'amore, del significato e delle conseguenze delle proprie azioni. Il sapere che apre la mente, che aiuta a ritrovare i valori nascosti dietro gli indici di Wall Street e ad apprezzare un dono di pochi spiccioli quand'anche si possieda una Ferrari.



giovedì 7 luglio 2011

Manovra: il Tremonti pensiero al vaglio delle tasche già bucate

"Credo si debba dare il giusto solo a chi se lo merita."
E chi lo merita? Gli "autenticamente bisognosi"
Più che una manovra, sembra un preghiera di devozione a San Francesco.

Belle le parole usate dal Robin Hood del Governo italiano. D'altronde bisogna prendere a prestito dai poveri per dare i ricchi. Perciò, come se i 51 miliardi di euro della manovra non fossero già abbastanza, se ne aggiungeranno altri 17 derivanti dalla legge delega in materia fiscale, che contiene norme di previdenza e assistenza sociale. Tremonti il socialista.

Eppure bisogna comprenderlo quel ministro la. Fa quel che può per rilanciare il Paese, i consumi, la spesa. Quindi alza di un punto percentuale l'Iva, così possiamo essere sicuri che l'ultima cosa a ripartire saranno proprio i consumi.

Continuo tuttavia a pensare che in un qualche modo l'uomo, più che il Ministro, meriti attenzione e comprensione. In fondo non ha tutti i torti nel dire che abbiamo preso degli impegni con l'Europa - gli fa eco quasi ogni giorno la voce più autorevole d'Italia, il Presidente Napolitano -  e che questi impegni vanno rispettati perchè finora non abbiamo certo brillato per la parola data, sottoscritta a e controfirmata; perciò, a quest'Europa, facciamogli vedere che ogni tanto anche noi possiamo essere onesti, rispettosi, e pronti al sacrificio. Non ha tutti i torti quando sostiene che i costi della politica vanno tagliati, che la crisi va superata, che non possiamo finire come la Grecia. Ma il taglio degli stipendi per i capi dei dicasteri parte dalla prossima legislatura, la crisi non si supera senza un piano di sviluppo e i tagli dovrebbero essere razionalizzazioni piuttosto che indiscriminate sborbiciate su questioni di principio che nulla incidono se non sul voto e sulla prossima campagna elettorale.

Insomma, se fosse un vero socialista, un vero giustiziere, uno che realmente sta pensando a come riavviare la crescita in Italia allora si che avrebbe davvero tutta la nostra fiducia. Le critiche non gli mancherebbero perchè sappiamo bene che questo è lo sport nazionale della Penisola dopo il calcio...anzi no, dopo le scommesse. Ma, alla fine, l'avrebbe vinta. Mi sembra invece che in questo modo stia soltando aizzando la polemica, spondandola dall'economia (in cui pure bisogna riconoscergli ottima preparazione e abilità di tecnico) al piano etico e politico, ponendosi come paladino del rigore e di una giustizia sociale che non c'è.

Buona fortuna Giulio. Le idi di marzo sono lontane ma ai coltelli di Bruto bisogna starci attenti tutto l'anno.

giovedì 30 giugno 2011

QUOTE ROSE CDA, REICHLIN: MA NON BASTANO

(9Colonne) Roma, 30 giu - "In Italia c'è una discriminazione talmente forte
nei confronti delle donne che questa legge è un segnale importante, anche
fuori dai Cda, per il Paese. Stiamo sanando un'anomalia macroscopica: le donne
sono metà della popolazione, il tasso delle laureate e delle professioniste è
rilevantissimo, eppure un consigliere su quindici è donna". Ma  "il problema è
fare anzitutto in modo che nei Cda non vengano cooptate mogli, figlie, o
amanti. Allo stesso tempo garantire che il sistema di reclutamento sia basato
su metodi molto diffusi, ad esempio, nei Paesi anglosassoni ma che qui sono
ancora agli albori. Le donne, come d'altronde gli uomini, vanno cercate
attraverso 'cacciatori di teste' e criteri che privilegino le competenze e le
qualifiche. Tra l'altro, siccome in Italia questi criteri non sono trasparenti
né per uomini né per donne questa legge potrebbe essere l'occasione per fare
dei passi avanti sulle regole e i criteri sia per le donne che per gli uomini
e che favoriscano la presenza degli amministratori indipendenti nelle grandi
società quotate". Lo afferma Lucrezia Reichlin.,  consigliere indipendente dì
Unicredit e docente della London Business School, in una intervista alla
Stampa nella quale sostiene che "c'è un problema che riguarda la governante.
Bisogna fare in modo che le donne non siano aggiunte ma che vengano scelte al
posto degli uomini. Per evitare che i board diventino dei parlamentini
esautorati da potere decisionale reale. Pensiamo che già ora Unicredit ha 23
consiglieri e Barclays ne ha 12. Quando i board sono così affollati, è
inevitabile che le decisioni vengano prese prima o fuori. In questo caso le
donne rischiano di fare solo numero".
(PO / red)

301053 GIU 11

martedì 21 giugno 2011

Verifiche di Governo

M(p)a 'ndo vai
se Scilipoti non ce l'hai?
bella Isolana
attaccate a sta barcaccia


... 'ndo vai?
se Stracquadanio non ce l'hai
vieni con me
te lo farò vedé...
vengo con te
me lo farai vedé!

Sono fermo in Libia
con la mia flottiglia
e al suono del fischietto
io mi imbarcherò

Aspettami là sotto
all’albero del complotto
ti spogli e mi prenderò il mio maltolto

Ma 'ndo vai?
se il Ghedini non ce l'hai
bella Egiziana
attaccate a sta banana

...'ndo vai?
se Bisignani non ce l'hai
vieni con Gianni
te lo farà vedè
vengo con te
me l0 farai vede'

bella Hawaiana
Banana italiana!
felicità...