venerdì 28 gennaio 2011

L'insopprimibile vastità del pensiero




La stampa è potere. È il quarto potere, per citare qualcuno più famoso di me. Ce ne rendiamo conto ogni singolo giorno. Dalla cronaca alla politica, dall’economia al gossip, la modulazione della parola nei servizi d’informazione è cruciale  per la vita di ognuno di noi. Pensiamo alla moda o ai biscotti per la colazione: una buona pubblicità ci influenzerà nella scelta di un maglione piuttosto che di una felpa o di alcuni biscotti anziché degli altri. Ma cosa c’è di buono e di cattivo nell'informazione? Un dilemma, delle definizioni troppo manichee o troppo sbiadite per essere compatibili con il senso di questi due aggettivi.

Non ci può essere adeguata classificazione di buono e cattivo, così come non ce n’è di bene e di male, di giusto e di sbagliato. C’è, tuttavia, lo spirito critico, quello che permette di osservare oltre che guardare, di riflettere e di elaborare, di andare al di là dell’immagine e delle parole per carpire il contenuto.  In un certo senso esso coincide con la curiosità dei bambini che, inesperti della vita, cercano di afferrare il meccanismo che sta dietro a un fatto o a un oggetto. Strada facendo questo senso tende ad evaporare e, perdendo linfa, inaridisce tra le pieghe della vita quotidiana. C’è qualcosa che ci impedisce di recuperarlo. Forse è la paura, forse il timore di capire perché spesso la cruda verità fa male più di una bugia ben cotta.

Ma nel mondo c’è troppa bellezza per non apprezzarla tutta: talvolta si nasconde nei più piccoli e remoti angoli del globo, altre ci sta davanti così splendente e maestosa che la sua luce ci impedisce di vederla. Bisogna essere come gli attori che continuamente vestono i panni di qualcun altro. L’immaginazione, ecco cosa ci manca … la capacità di immedesimarci nell’altro, di vivere la sua vita, di indagare nei suoi pensieri senza per questo doverli giudicare. Si tratta di opinioni e, per fortuna, quelle si che si possono esprimere gratuitamente. Esisterà sempre uno spazio in cui scriverle, ci sarà sempre un megafono da cui gridarle o più semplicemente una persona disposta ad ascoltarle; le idee non smetteranno mai di circolare altrimenti si arresterebbe il progresso.

Questo blog nasce, quindi, per contribuire alla insopprimibile vastità del pensiero attraverso la creazione di un minuto ritaglio informatico che contiene i più piccoli e remoti angoli del globo tanto quanto quella splendente bellezza a portata di mano. È una piattaforma di informazione nazionale e internazionale ma soprattutto di scambio e confronto sui temi con cui quotidianamente i media ci martellano o che puntualmente ignorano. Emijl parte dal presupposto che sia l’uomo a fare informazione e non l’informazione a fare l’uomo. Il valzer dei commenti  è perciò  la variabile esplicativa di tutta l’equazione, la sostanza di questo strano tentativo. E se qualcuno dovesse trovarlo interessante oppure inutile e risibile ne spieghi pure il perché …

mercoledì 26 gennaio 2011

Intanto...

Mentre l'Italia faceva ancora i conti al mercato parlamentare, Mohamed Bouazizi, tunisino di 26 anni, si dava fuoco per esprimere la sua disperazione di fronte alle ingiustizie sociali del paese. Dal suo gesto è nata una rivolta che ha indotto alla fuga in Arabia Saudita del dittatore Zine el Abidine Ben Ali, che ha governato il paese con il pugno di ferro per 23 anni.

Il giorno dei funerali del Caporalmaggiore Luca Sanna, con un piede fuori dall'Afghanistan e uno sgomento popolare sempre crescente, il governo riusciva a far approvare un accordo di cooperazione nel settore della difesa con il Qatar, fortemente voluto da Franco Frattini e Ignazio La Russa; perchè, in effetti, se dovessimo andar via da Kabul, da qualche altra parte bisognerà pure andar a combattere.

La ripresa economica globale, nel 2011, sarà vigorosa grazie alla stabilizzazione delle aspettative e alla riduzione dell'incertezza sui mercati. Lo confermano, con i dovuti distinguo, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario. Ma Confindustria ammonisce "l'Italia non tiene il passo e fatica ad andare oltre l'1% nella velocità di crescita del Pil, perchè la dinamica dei consumi continuerà ad essere frenata dalle difficoltà del mercato del lavoro". Sarà una questione di pessimismo o nella nostra economia ci sono problemi strutturali che i colpi di decreto magico non riescono a risolvere? Il Milleproroghe, nome esotico per maxi condono, non durerà per sempre.

Molti paesi, in Italia, non sono dotati di rete Adsl e, se lo sono, raramente funziona. Il resto del mondo comunica, studia e si ribella sulla rete. Nel 2009 c'è stata l'onda verde iraniana, oggi la Tunisia; Aung San Suu Kyi vuole aprire un account Twitter e molto si discute di blogosfera, hackeraggio, cyberguerre, cyberpolizie...noi, in paese, impieghiamo 40 minuti per aprire una pagina facebook.

Dopo l'hotel extra lusso inaugurato ad aprile scorso nel grattacielo più alto del mondo a Dubai, Giorgio Armani starebbe pianificando con altri soci un investimento di 150 milioni di dollari per un nuovo albergo di altissimo design in Russia. E intanto il rapporto annuale della FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della fame nel mondo, sottolinea che gli obiettivi del Millennio non sono stati raggiunti e c'è ancora quasi un sesto della popolazione mondiale che vive con meno di 1$ al giorno.

Prima della strage in cui è rimasta coinvolta la governatrice dell'Arizona, Tucson era un'illustre sconosciuta. Eppure li si conduce da anni una strenua lotta per il possesso di armi da fuoco, che possono essere portate da qualsiasi persona perfino al bar, purchè nascoste e a patto che chi le possiede si astenga dal bere. Come dire a un bambino di non aprire il barattolo della Nutella. Gli Stati Uniti sono il faro del mondo, la luce della civiltà e il paese in cui c'è la più alta concentrazione di armi da fuoco del mondo - circa 300 milioni, di cui 200 in mano a privati cittadini.

Liu Xiaobo è agli arresti domiciliari ma Wen Jiabao invita il popolo cinese a presentare reclami sul malfunzionamento del governo, come facevano i sudditi dell'Impero celeste già dal 1800. Il Partito comunista si scarica la coscienza e ripulisce l'immagine autocratica, un'operazione di chirurgia plastica ormai comune (e non solo in Asia).

Secessione e secessionismo sono parole a noi note ma non quando riguardano l'Africa, dove il 15 gennaio si sono chiusi i seggi del referendum per l'autodeterminazione del Sud Sudan, che indicano la vittoria schiacciante dei favorevoli alla secessione. Gli abitanti del Sahara Occidentale, in lotta da più di trentanni con il caro amico Marocco, stanno ancora attendendo il censimento per poter effettuare un simile referendum. Il Sudan, paese di Bin Laden, va aiutato a ripristinare la democrazia. Il Sahara, purtroppo, non ha i nemici giusti...

Il segretario generale dell'Onu Ban ki-moon, ha esortato oggi a Davos il presidente uscente della Costa d'Avorio Laurent Gbagbo, a ''rispettare la volontà del popolo che ha scelto il suo avversario Alassane Ouattara'' alle presidenziali del novembre scorso. Un monito che dovrebbe rispettare anche qualcun altro.

Dio ha creato il mondo in 7 giorni. Silvio ha dichiarato che allargherà la maggioranza in 10...72 ore di ritardo! Il premier non è più quello di una volta.

lunedì 24 gennaio 2011

Quando la memoria è arte

Credi alla forza dei tuoi sogni e loro diverranno realtà”, così scrive Sergio Bàmbarén ne “L’onda Perfetta”. Sembra un paradosso: affidare il domani alle impressioni di una visione onirica, sperando che la realtà si avvicini, folle e un po’ incosciente, al desiderio di ciò che sarà. 

Eppure questo è ciò che ha fatto la Comunità di Villa San Francesco, un’Ente Morale di Facen di Pedavena, vicino Venezia, con Il museo dei sogni e della memoria. Il museo parte dal concetto che l’Umanità, pur divisa in realtà geografiche e contingenti assolutamente diverse, condivide lo stesso destino. Ciò che succede nei paesi del mondo tocca tutti noi e per questo i ragazzi e il personale della Comunità hanno pensato di imparare a conoscere e a leggere le storie attraverso un’ottica del tutto nuova.

Così essi hanno scritto ai rappresentanti di tutto il mondo per chiedere una manciata di terra o una pietra che simbolicamente ricordasse un evento importante che ha segnato la storia del loro paese. Hanno risposto in 198, tutti. Le pietre, oltre 450, sono state collocate nel museo secondo modalità simboliche: alcune poste a terra, coperte da un vetro a calpestio, come a formare un selciato, perché sulla storia dell’uomo si può e forse si deve camminare. Altre ordinate negli espositori di vetro che accomunano ciottoli di aree altrimenti in conflitto tra loro come Palestina e Israele, Kosovo e Serbia. Si tratta di metafore a ricordo di personalità, idee, avvenimenti di alto rilievo storico mondiale. Non si può evitare di ammirare il pezzo di tegola bombardata a Hiroshima, donata, caso unico al mondo, al Museo mentre l’altro esemplare fuori del Giappone si trova solo al Palazzo di vetro dell’ONU e in comodato.

Con le terre di tutti i paesi saranno fatti 198 mattoni del mondo che verranno donati ai rappresentanti di tutti i popoli con la prospettiva di raggiungere tutti gli uomini del mondo ed esprimere il grande valore della ricchezza delle diversità, della solidarietà e della fratellanza universali nel chiaro rispetto delle identità nazionali.

Seguendo questa scia sono stati avviati dalla Comunità altri progetti come quello dal nome “Il Deserto fiorirà: acque da tutto il mondo”, il “Vieni c’è posto” che raccoglie le rappresentazioni della Natività e quello che vede coinvolti i sindaci delle capitali di tutti i paesi. A loro è stato chiesto di inviare una candela, un segno di luce, quali “lampade” per il cammino di sogni, idee, aspirazioni e memoria dei propri connazionali. Hanno accolto l’invito i sindaci di Stoccolma, Lisbona, Parigi, Riga, Maputo, Città del Capo, Hanoi, Atene, Madrid, Budapest, Manila, Dakar, Helsinki, Tokyo, Roma e tantissime altre luci sono giunte da tutta la terra. 

Il Museo dei Sogni ha anche una stazione. Un altro significativo punto museale realizzato grazie alla generosità di Trenitalia, che ha messo a disposizione un vecchio vagone merci con rotaie e traverse, dove sono ricordati avvenimenti legati alla vita su treni (deportazioni, attentati, tradotte, emigrazioni, incontri storici…). Il Museo, sostenuto dalla regione Veneto, è stato dichiarato di particolare interesse: l’Unesco commissione per l’Italia ha concesso il patrocinio e il Presidente della Repubblica ha deliberato una medaglia d’argento per il valore dell’iniziativa. La gioia e la  tenacia di ragazzi, educatori e volontari è stata premiata e il sogno della pace si è fatto arte per futuro della Terra.