La stampa è potere. È il quarto potere, per citare qualcuno più famoso di me. Ce ne rendiamo conto ogni singolo giorno. Dalla cronaca alla politica, dall’economia al gossip, la modulazione della parola nei servizi d’informazione è cruciale per la vita di ognuno di noi. Pensiamo alla moda o ai biscotti per la colazione: una buona pubblicità ci influenzerà nella scelta di un maglione piuttosto che di una felpa o di alcuni biscotti anziché degli altri. Ma cosa c’è di buono e di cattivo nell'informazione? Un dilemma, delle definizioni troppo manichee o troppo sbiadite per essere compatibili con il senso di questi due aggettivi.
Non ci può essere adeguata classificazione di buono e cattivo, così come non ce n’è di bene e di male, di giusto e di sbagliato. C’è, tuttavia, lo spirito critico, quello che permette di osservare oltre che guardare, di riflettere e di elaborare, di andare al di là dell’immagine e delle parole per carpire il contenuto. In un certo senso esso coincide con la curiosità dei bambini che, inesperti della vita, cercano di afferrare il meccanismo che sta dietro a un fatto o a un oggetto. Strada facendo questo senso tende ad evaporare e, perdendo linfa, inaridisce tra le pieghe della vita quotidiana. C’è qualcosa che ci impedisce di recuperarlo. Forse è la paura, forse il timore di capire perché spesso la cruda verità fa male più di una bugia ben cotta.
Ma nel mondo c’è troppa bellezza per non apprezzarla tutta: talvolta si nasconde nei più piccoli e remoti angoli del globo, altre ci sta davanti così splendente e maestosa che la sua luce ci impedisce di vederla. Bisogna essere come gli attori che continuamente vestono i panni di qualcun altro. L’immaginazione, ecco cosa ci manca … la capacità di immedesimarci nell’altro, di vivere la sua vita, di indagare nei suoi pensieri senza per questo doverli giudicare. Si tratta di opinioni e, per fortuna, quelle si che si possono esprimere gratuitamente. Esisterà sempre uno spazio in cui scriverle, ci sarà sempre un megafono da cui gridarle o più semplicemente una persona disposta ad ascoltarle; le idee non smetteranno mai di circolare altrimenti si arresterebbe il progresso.
Questo blog nasce, quindi, per contribuire alla insopprimibile vastità del pensiero attraverso la creazione di un minuto ritaglio informatico che contiene i più piccoli e remoti angoli del globo tanto quanto quella splendente bellezza a portata di mano. È una piattaforma di informazione nazionale e internazionale ma soprattutto di scambio e confronto sui temi con cui quotidianamente i media ci martellano o che puntualmente ignorano. Emijl parte dal presupposto che sia l’uomo a fare informazione e non l’informazione a fare l’uomo. Il valzer dei commenti è perciò la variabile esplicativa di tutta l’equazione, la sostanza di questo strano tentativo. E se qualcuno dovesse trovarlo interessante oppure inutile e risibile ne spieghi pure il perché …
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