giovedì 16 giugno 2011

Quello che gli uomini non dicono

...non dicono che in Afghanistan l'87% delle donne è analfabeta, quasi la metà delle prostitute indiane è minorenne e che in Cina, entro il 2020, un uomo su 5 non potrà sposarsi per mancanza di potenziali mogli.
...non dicono che il 95% delle donne somale ha subito mutilazioni, che in Congo si verificano circa 1150 strupri al giorno e che l'India, pur avendo abolito la pratica dell'aborto selettivo, perde ogni anno 600 mila bambine, quasi quanto guadagna in tecnologia e modernizzazione.

Amartya Sen, negli anni Novanta, definiva il fenomeno missing women: circa 100 milioni di donne sono come scomparse dalla faccia terra e con loro un potenziale di ricchezza umana disperso tra abusi sessuali, mutilazioni, trascuratezza e selezione di genere. Presi dai nostri problemi e dalle discriminazioni domestiche, spesso dimentichiamo di occuparci delle grandi questioni che affliggono ancor oggi paesi delle più svariate tipologie. E, se non si può pretendere di essere avvocati delle cause perse o di risolvere i problemi del globo da soli, di certo si potrebbe iniziare con il ricordarsi che questi problemi esistono e si chiamano gendericidio.

Una pratica diffusa nei paesi più poveri del mondo ma anche in quelli in forte ascesa economica come la Cina, Taiwan e Singapore. Perfino nella ormai capitalista Russia il rapporto uomo-donna è di 1 a 7. Ma, se a Mosca è la selezione naturale a falciare la popolazione maschile (alcolismo,cirrosi epatica e cancro al fegato), lo stesso non può dirsi per i tre paesi sud asiatici. Allevare una donna è ancora considerato un peso, un inutile spreco di risorse. Qualcuno, a New Delhi, per giunta in un convitto di monache tibetane, mi ha detto:"Per la valigia ti mando quella...si si, quella li con la scopa in mano. Non posso sprecare un uomo per un lavoro così pesante". Cronache da un paese il cui Pil cresce in proporzionalità inversa rispetto allo sviluppo.

Perchè il problema è tutto li, in quella miscela di pregiudizio, ataviche convinzioni e stupide ossessioni che ingombrano lo spazio angusto di una modernità senza idee né modelli. La cultura, l'educazione e la disponibilità economica aiutano a rompere questo vizioso circolo ma a volte, forse contemporaneamente, lo alimentano. Dovendo ridurre il numero di componenti familiari in modo da accrescere la ricchezza dell'intero nucleo, in molti hanno la tendenza a privilegiare i figli maschi, specie nei paesi in via di sviluppo.

Poco importa che che la Casa Bianca, in suo recente studio, abbia confermato che le donne contemporanee si laureano con votazioni mediamente più alte di quelle degli uomini e brillano nel lavoro più di loro.

...quello che gli uomini non dicono è quello che non vogliono spiegare, è la loro inespressa paura di perdere lo scranno del comando. Cosa sarebbe stato di Bill Clinton se Hillary non lo avesse perdonato? E della Gran Bretagna senza la Regina Vittoria o Elisabetta? Provate voi, uomini, a rispondere.

http://www.internazionale.it/non-e-un-paese-per-donne/ 

6 commenti:

  1. "...quello che gli uomini non dicono è quello che non vogliono spiegare, è la loro inespressa paura di perdere lo scranno del comando."
    Non si può replicare a un dato di fatto.
    Continua così!

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  2. Complimenti per il post carissima!
    Aggiungo che non serve andare cosi lontanto per vedere discriminazioni feroci ma silenziose. Ti segnalo "Donne in attesa" (Egea, 2010) scritto da Paola Profeta (mia prof di Scienze delle Finanze in Bocconi) e Alessandra Casarico sulla situazione dell'occupazione femminile e le politiche pubbliche di genere in Italia.

    Infine, se hai modo di leggere qualcosa sul movimento Women2drive mi piacerebbe sapere cosa ne pensi :)

    Un abbraccio e spero di incontrati a Roma questa estate!

    Claudia

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  3. Secondo me è eccessivo affiancare la pratica dell'aborto selettivo (e infanticidio, e infibulazione) alle disuguaglianze sociali tra uomo e donna in contesti diversissimi.
    Da quello che hai scritto sulla disparità in Russia sembra che ci siano 7 uomini per ogni donna, mi sembra un po' eccessivo :D Penso che il rapporto possa essere 1,07; la cosa mi incuriosiva e ho trovato questa pagina http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_sex_ratio

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  4. se le donne sono così numericamente superiori all'uomo.
    se le donne sono intelletivamente superiori all'uomo.
    se le donne sono fisiologicamente superiori all'uomo.

    MA PERCHE' NON SE LO SONO GIA' PRESO STO CAZZO DI SCRANNO DEL COMANDO!!!!

    PS: e comunque ricordiamoci che sono le donne che generano gli uomini...e li allevano pure. Forse potrebbero insegnargli chi sono le donne...o forse lo fanno già.

    Comunque bel post...peccato per quell'ultimo paragrafo, banale e non veritiero.

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  5. Prima di tutto grazie per i numerosi commenti, soprattutto per le critiche e per avermi fatto notare le sviste. In effetti volevo dire che in Russia ci sono 7 donne per ogni uomo, e non il viceversa (ahi ahi la fretta di quando sei in ufficio e sai che non dovresti stare sul tuo blog!!).
    *Per Francesco: i dati che tu hai trovato sono del CIA World Factbook e sono assolutamente attendibili perchè sono raccolti da una équipe di esperti che si muove tra le Nazioni Unite e la Casa Bianca. Praticamente è lo stesso mio dato ma scritto in due forme diverse, derivanti da modalità di calcolo statistico-demografico. Secondo, è verissimo che mettere sullo stesso piano le discriminazioni sul posto di lavoro e l'infibulazione può sembrare assurdo ma si tratta di una provocazione: ti ricordo che la brutalità del delitto d'onore è stata abolita in Italia nel 1981, quindi anche noi che ci professiamo moderni ed emancipati spesso cadiamo nella trappola di non guardarci in casa. Ad ogni modo sei stato gentile e garbato, il tuo commento è stato parecchio gradito ;)
    *Per Gianluigi: le donne sono di più degli uomini per un banale fatto di genetica. Essendo meno esposte al rischio sono le più adatte a conservare (e a ripordurre) la specie. Dipende sempre, tuttavia, da qual è il punto di vista con cui si considera il rischio. Sull'ultimo paragrafo credo tu abbia in qualche modo ragione, sono scaduta in una considerazione banale. Il fatto è che, su certe cose, ahimé, non riesco a non esserlo; si tratta di parole dette, ridette e stradette che però cadono sempre nel vuoto. Continuo ad esser convinta che spesso gli uomini abbiano paura di aprire il cerchio alle donne...e non perché siamo più brave, più intelligenti o superfighe. Semplicemente perché siamo diverse.
    *Per Marco, Giulia e Claudia: siete membri ufficiali del mio fans club!! Troppo buoni!!Un bacio

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